sabato 22 marzo 2008

Popolo alla ricotta

Astronavi di legno guarnite di carnosi pomodori e vele di insalata ci
salveranno. Nel cielo azzurro le loro evoluzioni mostreranno la
redenzione:bianca, magra e fresca. Senza fumo e rumori atterreranno sulle
tavole spazzando via salami di cinta e caciocavalli; ripristinando
l'equilibrio delle calorie spettanti. Finalmente dai freezer scoleranno via
le fritture mai nate, i muscoli rossi e le colpevoli salcicce riunite. Sarà
la rivoluzione del gusto, travolgente e delicato, con percentuali di grasso
capaci di paralizzare qualsiasi soppressa. Nei frigoriferi deserti nuovi
castelli nasceranno su colline di freschissima ricotta e nuove muraglie di
legumi proteggeranno ripiani di yougurt diuretici e bevande vegetali. La
nostra salvezza, proclamata dai frigoriferi, si unirà ai cori delle dispense
di cereali vaporosi e al vociare dei sacchetti zeppi di fogliame aromatico.
Lo spazio cambierà. Nelle tavole tramonteranno per sempre le viuzze strette
fra bottiglie e condimenti, le colline di grano lievitato si sgonfieranno in
lastre leggere e croccanti, si apriranno grandi distese di tovaglia a
perdita d'occhio in cui non ci si potrà più fermare di fronte a vette di
grana o attingere a sorgenti di maionese. Saremo liberi di scegliere colori
pastello, delicati e trasparenti come garze di farina integrale.In pace,
senza più vedere i colori violenti delle carni e delle frizzanti bonarde,
sarà una vita votata alla salute e alla fretta; forse alla sintesi. Piatti
pronti come dischi verranno paracadutati dal cielo color speranza, leggeri
petali di sostanze. Poi incessanti pioggie di pillole liofilizzate renderanno
fertili i nostri pasti, saremo liberi di scegliere le grammature ed i colori
di tendenza.
Saremo veloci e soli a ingurgitare energia.

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